Vince Sarkozy – Il Guerriero è tornato

«La destra francese ha deciso di fare la sua strada e, purtroppo, ha anche vinto». Sono le parole di Matteo Renzi che commenta nel suo discorso alla Direzione del Pd del 30 marzo la vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni regionali. Sarkozy ha vinto, e parliamoci chiaro, ha fatto capire che se c’è una destra (una, senza sottilizzare) le forze estremiste – quindi il Front National – perdono terreno. Ma oltre al dato politico è interessante capire: che comunicazione ha fatto? E poi, c’è stata una comunicazione social che abbia se non favorito almeno “accompagnato” il successo dell’ex Presidente della Repubblica?

Da un’osservazione a “caldo” e prima che si scatenino esperti, politologi e mass mediologici si può dire che:

Twitter

L’utilizzo di twitter denota volontà, spontaneità, attendibilità, rapidità. Allo stesso tempo, però, scorrere i tweet e i retweet dell’account ufficiale di Sarkozy (@NicolasSarkozy) e dell’UMP, il suo partito (@ump) denota un uso superficiale del mezzo. Sembra quasi che non si sia voluto/potuto esplorare tutte le potenzialità del social network nello ‘spreading delle parole di Sarkozy che pure ha twittato con una certa frequenza nei 15 giorni finali della campagna elettorale. Durante le ultime settimane della campagna partivano dall’account frasi che scandivano la giornata, scritte con tono colloquiale (spesso con accuse dirette a Hollande), in un linguaggio semplice, accompagnate da non più di un hashtag, quello ufficiale della campagna senza soffermarsi sulle discussioni di giornata o su hashtag mirati. I retweet riguardano manifesti (virtuali), moderni “Programmata” con frasi, o appuntamenti o slide esplicative. Quindi un utilizzo sagace, pensato anche se poco interattivo. Non risultano sessioni di risposte ai cittadini o altre forme di bidirezionalità. Un uso intelligente ma cauto dello strumento.

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• Facebook

Su Facebook l’impegno di Sarkozy e del suo staff è stato molto ingente. Post brevi o veri e propri “comizi” via post, filmati, “programmata” ben ragionati. Quasi tutto “rimpallato” con Twitter. Esiste un evidente fil rouge tra le uscite di Sarkozy nei vari social network. E si nota mestiere nell’adattare i messaggi alle differenze delle caratteristiche dei social stessi. I post sono ben argomentati e hanno lo stesso stile dei tweet. Il leader offre le sue opinioni agli elettori con piglio deciso e sicurezza di sé. Evita ogni tipo di interazione, ma s’impegna a dimostrare vicinanza al pubblico a cui offre la propria idea e la propria soluzione sia che i problemi siano locali sia che riguardino la politica estera o temi fondamentali come il terrorismo.

fb

• Instagram

Il profilo è pieno zeppo di foto di Sarkozy, l’uomo della rivincita. L’uomo che sembrava finito e invece poi vince. Anche se si ferma incredibilmente a tre settimane prima delle elezioni.Per riprendere l’8 aprile quando Sarko ha incontrato il Presidente tunisino Béji Caïd Essebsi. Risulta quantomeno strano. Ripensamenti? Eppure le foto, seppur sempre tecnicamente perfette e scelte tra tante per la loro riuscita, apparivano naturali e sufficientemente adatte ad una campagna elettorale del 2015.

  • Periscope

Sarkozy fa in tempo a lanciarsi anche in Periscope, il tool di Twitter pensato per condividere streaming in diretta di qualsivoglia evento. Il lancio mondiale della piattaforma cade proprio durante il rush finale della sua campagna per le elezioni regionali. Certo, la definizione di tale servizio, non solo per Sarkozy è rimandata a tempi in cui lo sviluppo sarà completato e “maturo” ma la volontà c’è.

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  • Il sito

Nicolas Sarkozy non ha un sito personale. E solo questo dovrebbe far capire tante cose sulla natura dell’approccio ai social e al web. Buona copertura di campagna, debole veduta “lungimirante” su un’organica comunicazione “social”.

  • Il racconto di Sarkozy

Il “guerriero” Sarkozy è tornato sulla scena con il coltello tra i denti. Dato per morto dopo le disfatte politiche e d’immagine ha saputo attendere il suo momento e approfittando dell’appannamento di un Hollande che non riesce a scaldare i cuori si prende le sue rivincite. E la comunicazione è uno strumento nel cui uso cui l’ex avvocato di Berlusconi non difetta. Neanche quella social utilizzata come detto con intelligenza, oculatezza ma anche coraggio e un certo “ardore da battaglia”. Chiaramente Sarkozy non ha l’utilizzo dei social tra le sue esperienze di formazione. E’ di certo un politico 1.0 ma questo non ha fermato lui e il suo staff nell’utilizzare i social per una comunicazione politica di certo unidirezionale, ancora fatta più di “programmata” che di condivisione e discussione ma di certo lo spazio l’ha occupato.

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