La protezione civile e i social, un rapporto in continua evoluzione

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Come primo intervento all’interno della tribuna ormai diffusa di Cittadini di Twitter – e ringrazio per l’opportunità Francesco Di Costanzo e tutti voi –  vorrei spendere due parole nel raccontare ciò che sta succedendo nel mondo della protezione civile italiana intorno al dibattito sui social network, i “nuovi” strumenti di comunicazione pubblica più utilizzati e virali.

Della Protezione civile sui social se ne parla raramente, di solito dopo le emergenze, quando qualche espertone di comunicazione si ricorda che esiste un sistema di protezione civile (ma che in molti casi non ne ha chiaro né la composizione, né gli obiettivi) e che il Dipartimento non ha un account.

Ma non stiamo parlando di un mondo fermo e vuoto. Il Dipartimento, le componenti e le strutture operative hanno sempre comunicato e continuano a farlo  in diverse modalità e su diversi media. Il tema dei social network è oggetto di studio da diversi mesi. Il Dipartimento nazionale ha chiamato ad un tavolo di lavoro diversi rappresentanti del sistema di protezione civile, tra i quali anche operatori della comunicazione e soggetti che siedono nel “Comitato operativo”, l’organismo che gestisce le emergenze nazionali.

COS’E’ – #socialProCiv è pensata come una community di istituzioni, enti, grandi e piccole organizzazioni di volontariato, operatori dell’informazione e altri soggetti che intendono condividere alcune “regole” comuni nella comunicazione sui social network in emergenza e nel “tempo di pace” quando per fortuna non accadono calamità naturali o di origine antropica.

POLICY E LINEE GUIDA – Queste “regole” consistono nella condivisione di policy e linee guida oltre alla sottoscrizione di un Manifesto fondativo della community.  In pratica si cerca di “fare ordine” in un ambiente che di ordinato ha poco. Sostanzialmente perché si tratta di pubblico servizio, pensato e realizzato come una serie di informazioni rivolte direttamente al cittadino, veicolate da diversi attori in momenti spesso concitati in cui la rapidità e l’incertezza guidano menti e mani sulle tastiere.

Dunque, qualunque istituzione, ente locale, operatore dell’informazione che vorrà sottoscrivere il Manifesto della Community #SociaProCiv condividerà le policy sulle quali saranno diffusi alcuni suggerimenti per l’impostazione delle stesse. Suggerimenti che sono affiancati da alcune linee guida per la gestione degli account, la “conduzione” della comunicazione e sul rapporto con gli utenti/cittadini, destinatari delle informazioni.

Molto spesso infatti,  le notizie arrivano alla spicciolata, e non seguono percorsi stabiliti ma possono giungere da diverse fonti in qualunque momento. Si pensi ai minuti che seguono ad un grande sisma o alle ore in cui un territorio è colpito da un’alluvione: un percorso condiviso e sottoscritto risulta importante per non arrivare a dire necessario.

Per i cittadini, quindi, sapere quando e come un account di un comune o di un’organizzazione di volontariato comunica è importante. Sapere che tipo di feedback può arrivare dall’istituzione è fondamentale. Riconoscere un’informazione corretta è indispensabile soprattutto per evitare il “rumore di fondo”, tipico dei social. Riconoscere poi anche un hashtag, consultare un vademecum sul linguaggio da usare e sul tipo di messaggio da veicolare possono aiutare gli “attori” della comunicazione sui social in qualsiasi momento.

Si sta pensando anche a metter ordine sulle fonti istituzionali più attendibili, o “da seguire”, anche se forse è bene dire più adatte e idonee a fornire le informazioni più sicure e veicolabili. Il lavoro è in corso anche su questo tema, direi decisivo.

SOTTOSCRIZIONE – L’adesione alla rete dovrà certo essere esplicitata sugli account social degli attori della community, siano account propriamente dedicati alla comunicazione di protezione civile o siano account istituzionali generalisti.

EVOLUZIONE – Ma ora a che punto siamo, chiedono in tanti. Il tavolo che ha avviato l’idea della community, che, come detto, è stato aggregato dal Dipartimento della Protezione civile ha prima discusso poi perfezionato l’idea, i tempi non saranno lunghi. Sarà per noi un piacere informare i “Cittadini di twitter” dell’evoluzione dell’idea nei prossimi mesi.

Gianluca Garro

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