Le Feste Pd, una palestra d’impegno politico

Pubblico-presentazione-Festa-dellUnità-Casale-23-luglio-2010Pubblicato su http://www.ateniesi.it

 

Piazza centrale del quartiere, adiacente alla parrocchia. Due palchi per concerti e dibattiti. Una cucina da campo all’interno di uno stand. Altri quattro stand per esposizioni, per la vendita al dettaglio e per la presentazione di un’iniziativa sullo scambio dei libri. Una dozzina di militanti volontari che si occupa di tutto.

Con queste dotazioni, uno dei quartieri popolari di Roma, il Portuense, organizzava pochi giorni fa la sua “Festa Democratica”, come si leggeva sui volantini con il programma, quindi non Festa de L’Unità, denominazione ancora utilizzata da quella organizzata dalla federazione romana o da quella nazionale, tenutasi quest’anno a Bologna.

L’impegno dei volontari di Portuense è stato encomiabile e, tra l’altro, imitato solo da pochissimi altri quartieri/municipi della Capitale. Tra gli ospiti politici spiccava Pierluigi Bersani, impegnato a farsi selfie con i militanti in cucina (come hanno fatto Renzi e quasi tutti i ministri del governo a quella bolognese).

Tutto questo farebbe pensare che le feste di partito, del Pd in particolare (ora ci si cimenteranno anche i grillini, il cui Movimento ha bisogna di una botta di vita), godano di ottima salute. Ma è proprio così? Scorrendo l’elenco delle feste nelle città e borghi d’Italia si direbbe di sì. La lista è molto lunga. Si tratta di una vera e propria istituzione italiana. Un misto di sagra di paese, happening politico, festa patronale, balera, festival musicale, fiera e chi più ne ha più ne metta. Un posto dove la politica è, sinceramente o no, vicina alla gente. Dove tanti ministri e parlamentari si aprono a un dialogo con i cittadini.

La partecipazione poi di membri del governo e dell’opposizione rende molto spesso la giornata finale della Festa nazionale il momento politico della giornata. Detto quindi il meglio possibile dell’istituzione-Festa, ci si chiede quale sarà il suo futuro. In un tempo di crisi, in cui il giornale a cui viene dedicata dal dopoguerra ha chiuso i battenti.

Non si può far finta che il Pd non sia cambiato. Almeno a livello di leadership. Un tema che è ancora troppo cronaca per farsi storia, ma c’è da scommettere che sarà studiato sui libri di scuola. Per la prima volta il gruppo dirigente dei “giovani di Berlinguer” ha perso il comando del partito a favore di un outsider apparentemente senza corrente ed establishmentad appoggiarlo. Nonostante tutto questo, però, l’elenco di feste (ben) organizzate è lungo. Gli stand sono ancora lì, insieme ai palchi per i dibattiti, le piadine, le salsicce e il vino. E si nota anche un piglio e un’esperienza notevoli nell’organizzazione della Festa nazionale, curata da Lino Paganelli in primis. Una prova concreta di una vitalità né sparita né dimenticata.

Viene da pensare che se la Festa tiene, può tenere il Partito. Senza addentrarci troppo in questo ardito pensiero si possono fare però delle riflessioni. La sopravvivenza e la buona riuscita delle Feste in tutt’Italia sono un segnale di vitalità se non politica, quantomeno organizzativa del Partito Democratico. Sono il segno della tradizione, sì, ma servono soprattutto a creare un clima di ottimismo e di vitalità che nessun’altra forza politica possiede. Devono essere un fiore all’occhiello anche della segreteria Renzi, che in quanto a organizzare happening, ne sono una prova le Leopolde, ha una discreta esperienza.

Certo, sono feste che devono andare al passo con i tempi, trovare dei fili conduttori di interesse nelle persone, che non devono passare solo una bella serata ma che devono trovare qualcosa di diverso e inedito. Le Feste possono, ambiziosamente, diventare una palestra di impegno politico. Si vedono spesso stand organizzati dai giovani Democratici. L’auspicio è che ce ne siano sempre di più. Feste dunque come spazi di confronto e di apprendimento su tutte le tematiche più importanti del fare politica, dalla gestione della cosa pubblica alle strategie di comunicazione, all’organizzazione di una federazione o di un circolo. Le Feste sono importanti e, se rimangono vive, se daranno qualcosa in più alla politica del Paese, saranno ancor di più la fortuna del Partito Democratico.

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Gianluca Garro

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